Shinichi Suzuki e Lee Robert
Il metodo Suzuki in Italia

L’evoluzione italiana di un’idea giapponese

Negli anni Settanta, il Metodo Suzuki è già diffuso in tutto il mondo, accolto da prestigiose istituzioni come la Juilliard School di New York e il Royal College of Music di Londra. L'Italia è una delle ultime nazioni europee a scoprire questa rivoluzionaria metodologia, grazie all'intuizione e al coraggio di due musicisti straordinari: Antonio Mosca e Lee Robert.

Antonio Mosca e Lee Robert
I pionieri del metodo Suzuki in Italia

Antonio Mosca e Lee Robert

Nato a Cascinette d'Ivrea nel 1941, Antonio Mosca inizia il suo percorso musicale a 8 anni studiando fisarmonica. Le sue doti attirano l'attenzione di Adriano Olivetti, che decide di sostenere finanziariamente la formazione del giovane talento.

In seguito il destino lo porta in Svizzera, dove nell'Orchestra da Camera di Zurigo incontra Lee Robert, violista americana:

"Nessuno dei due parlava la lingua dell'altro, ma l'amore evidentemente era più forte delle parole."

I due si sposano il 7 agosto 1966, dando inizio a una storia personale e professionale che lascerà un'impronta indelebile nella didattica musicale italiana.

Nel 1968, dopo aver vinto il concorso presso l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, si trasferiscono a Torino e diventano docenti al Conservatorio Giuseppe Verdi. In seguito, affascinati dalla naturalezza, spontaneità e giocosità del Metodo Suzuki, decidono di portare questo approccio rivoluzionario in Italia. Prima però, Lee parte per il Giappone, insieme ai loro figli, per studiare direttamente con il Maestro Shinichi Suzuki.

Antonio Mosca e Lee Robert

Al ritorno di Lee, nel 1976, i due iniziano la loro esperienza didattica fondando la prima scuola Suzuki in Italia. Cominciano in via Guastalla a Torino, quasi sotto la Mole, con una decina di bambini vicini di casa e alcuni bambini figli di operai della Olivetti di Ivrea. Successivamente la scuola viene spostata a Chiaverano, poi a Cascinette d'Ivrea e infine a Torino.

L'esperienza didattica fin dall'inizio incuriosisce e desta interesse negli ambienti istituzionali e televisivi: in pochissimo tempo i piccoli allievi imparano a suonare repertori impegnativi, eseguendo musiche di Vivaldi, Bach e Mozart e l’Orchestra Suzuki, "la più giovane orchestra d'Europa" viene invitata a partecipare a trasmissioni Rai come "Fantastico", "Portobello", "Scommettiamo che", fino ad arrivare al "Gran Concerto" con Raffaella Carrà e alla collaborazione con l'Orchestra Nazionale della Rai per eventi legati alla "Giornata Mondiale Contro il Lavoro Minorile" organizzata dall'ILO – IPEC, di cui l'Orchestra Suzuki è ambasciatrice da 40 anni.

Dal 1976 al 2018, quando sono andati in pensione dall’Accademia, Lee e Antonio hanno avvicinato alla musica 485 bambini. Un profondo legame li unisce ai figli, ai nipoti, alle nuore e alle tante famiglie che hanno creduto nella loro missione educativa. La loro eredità vive in ogni insegnante Suzuki italiano, che trova ispirazione nella conoscenza e nella qualità dei risultati conseguiti dai coniugi Mosca.

Gabriella Bosio
Insegnante Gabriella Bosio dirige bambini che suonano arpe
Il metodo Suzuki per l'arpa

Gabriella Bosio

Prima arpa del Teatro San Carlo di Napoli, con esperienze nelle Orchestre RAI di Milano e Torino e nell'Orchestra della Radio della Svizzera Italiana, Gabriella Bosio è l’ideatrice del metodo Suzuki per l'arpa, trasformando radicalmente l'approccio all'insegnamento dello strumento per i bambini.

Così Gabriella raccontava il suo incontro con Antonio e Lee Mosca:

"Antonio ti sconvolge, ti trascina nei suoi progetti, non ti lascia scampo. Ricordo benissimo quando mi ha proposto di avvicinarmi alla loro didattica e non mi ha lasciato il tempo di pensarci: mi sono trovata coinvolta e così tutto è cominciato. Gli esordi sono stati difficili, perché, nonostante avessi alle spalle una quindicina d'anni di insegnamento in Conservatorio, lavorare con bambini di 4 anni non è stato uno scherzo."

A Gabriella dobbiamo la formazione della prima classe di arpa Suzuki in Italia e il ripensamento dell'Orchestra di Arpe secondo la logica orchestrale degli strumenti ad arco. Con le Orchestre Trilli e Glissé, da lei fondate, è riuscita a portare sul palcoscenico fino a 100 arpe contemporaneamente.

È stata inoltre una delle fondatrici dell'Istituto Suzuki Italiano (ISI), punto di riferimento nazionale per la diffusione del metodo.

La sua passione per l’insegnamento si è tradotta anche nella scrittura: è autrice del libro "Io suono l'arpa. Metodo intuitivo illustrato per piccoli arpisti a partire dai 4 anni d'età", un'opera che riflette il suo impegno nel rendere l’arpa accessibile ai bambini attraverso un approccio giocoso e intuitivo.

Gabriella Bosio ci ha lasciati il 10 novembre 2022, ma la sua eredità continua a vivere attraverso gli arpisti Suzuki di oggi e l’Orchestra a Pizzico Nazionale Suzuki "Gabriella Bosio", che prosegue la sua missione con passione e dedizione.

Elena Enrico
Dalla Ritmica Strumentale al Children's Music Laboratory

Elena Enrico

Il Children's Music Laboratory (CML) è un innovativo percorso di educazione musicale nell'età prescolare, sviluppato da Elena Enrico. La sua ricerca inizia nel 1972 ad Asti, ma è l'incontro con Lee e Antonio Mosca nel 1984 che le permette di strutturare un metodo completo, integrabile con l’insegnamento Suzuki.

"Osservando il loro lavoro con i bambini e i miei figli, loro allievi, ho potuto approfondire le mie competenze specifiche, comprendere le necessità dei piccoli musicisti, delle famiglie e degli insegnanti, e codificare un percorso che anticipasse l’approccio strumentale precoce e affiancasse successivamente lo sviluppo delle abilità dei bambini."
Elena Enrico

Inizialmente noto come "Ritmica Strumentale", il metodo si diffonde rapidamente nelle scuole Suzuki italiane. Dopo la Suzuki World Convention di Torino nel 2006, cresce l'interesse internazionale, portando alla nascita nel 2007 dell'Associazione Musical Garden, che raccoglie diversi progetti metodologici:

  • Music Lullaby: per bambini da 1 a 3 anni.
  • Children's Music Laboratory (CML): un percorso per bambini dai 3-4 anni che dura 6 anni.
  • In Opera: percorso successivo al CML per sviluppare competenze avanzate.
  • Dottor Musica: per bambini con esigenze speciali.
  • Suzuki Accordion Project: dedicato alla fisarmonica.

Oggi il CML è diffuso in molti paesi europei, tradotto in sei lingue e presente in scuole Suzuki, scuole dell'infanzia, scuole di musica e Conservatori.

Amelia Sarocco suona il mandolino
Il mandolino Suzuki

Amelia Saracco

Un altro capitolo importante della storia del metodo Suzuki in Italia è legato ad Amelia Saracco e all'introduzione del mandolino nel percorso didattico Suzuki. Dopo 16 anni di sperimentazione, il 18 settembre 2009 il mandolino viene ufficialmente riconosciuto dall'European Suzuki Association (ESA) come strumento Suzuki.

Da allora, Amelia ha formato insegnanti Suzuki di mandolino in Italia e all'estero, permettendo la diffusione della classe di mandolino in numerose scuole. La sua dedizione ha portato, nel 2023, all'attivazione dei Corsi di Formazione Insegnanti Suzuki su scala europea e alla pubblicazione del primo volume "La leggenda di Mondolino", un testo dedicato alla didattica di base per il mandolino e altri strumenti.

I giovani mandolinisti hanno partecipato a numerosi eventi e concerti di prestigio, tra cui la Convention di Torino e Cuneo, il London board meeting alla Royal Albert Hall, il Graduation di Caserta, oltre a essere stati invitati nel 2022 all'incontro nazionale spagnolo di chitarre a Lloret de Mar e nel 2023 a Cremona Musica.

La creazione dell'Orchestra a Pizzico Nazionale Suzuki "Gabriella Bosio", con il concerto del 24 agosto 2023 a Saluzzo, ha sancito definitivamente la partecipazione attiva del mandolino nell'ensemble a pizzico Suzuki.

Bambino sorridente durante lezione di pianoforteSilvia Faregna
Il pianoforte Suzuki

Silvia Faregna

Fu proprio Shinichi Suzuki a spingere la pianista Haruko Kataoka ad adattare il metodo Suzuki al pianoforte. In seguito, Lola Tavor porta questa didattica in Europa, e nel 1995 la sua allieva Silvia Faregna avvia la prima classe di pianoforte Suzuki in Italia, proprio nell’effervescente scuola di Antonio e Lee Mosca (che già negli anni precedenti aveva visto sperimentazioni sul pianoforte ispirate al metodo con la clavicembalista e docente Maria Rezzo).

Nel 1996 Silvia Faregna fonda l'Associazione Musicale Suzuki di Milano, avviando un'importante attività didattica. Parallelamente approfondisce i suoi studi musicologici e nel 2001 consegue il diploma in Composizione Sperimentale presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, con una tesi sulla sonata per tastiera del Settecento italiano. Il suo desiderio di far crescere la didattica Suzuki la porta anche a collaborare con l’Istituto Suzuki Italiano e nel 2014 ottiene il riconoscimento di Teacher Trainer per l'European Suzuki Association (ESA), assumendo un ruolo centrale nella formazione di nuovi insegnanti.

Con un’esperienza sempre più ampia, tiene workshop in diversi paesi europei, tra cui Svizzera e Regno Unito, e nel 2022, il suo contributo all’organizzazione dell'11ª European Suzuki Children’s Convention a Cuneo conferma il suo ruolo chiave nella crescita della comunità Suzuki a livello internazionale.

Grazie alla sua passione e dedizione, Silvia Faregna ha contribuito a diffondere il metodo Suzuki per il pianoforte in Italia, formando nuove generazioni di insegnanti e avvicinando centinaia di bambini alla musica con un approccio naturale e coinvolgente.

Antonello Peretto
Il contrabbasso Suzuki

Antonello Peretto

Il contrabbasso Suzuki è una delle più recenti espansioni del metodo, introdotto in Italia grazie all'impegno di Antonello Peretto. Dopo aver osservato da vicino l’applicazione del metodo agli strumenti ad arco, Peretto ha intuito il potenziale del contrabbasso nella didattica Suzuki. Scoprendo che negli Stati Uniti il metodo era già stato adattato a questo strumento, ha deciso di approfondirne la conoscenza e di formarsi con gli esperti del settore.

Nel 2007, si reca a Chicago per frequentare il Teacher Training con Virginia Dixon, una delle principali promotrici del contrabbasso Suzuki negli Stati Uniti. Durante questa esperienza, approfondisce le strategie didattiche e metodologiche per adattare il metodo allo strumento.

Nel 2009, insieme al contrabbassista danese Peter Skriver, organizza a Copenaghen il primo corso ufficiale per insegnanti Suzuki di contrabbasso in Europa, contribuendo alla formazione di una nuova generazione di docenti. Il repertorio Suzuki per contrabbasso è in continua espansione e attualmente arriva fino al Libro V.

Grazie a questa evoluzione, il contrabbasso è oggi parte integrante dell’orchestra Suzuki, affiancando violini, viole e violoncelli. L’approccio didattico mantiene la progressività tipica del metodo Suzuki, rendendo il contrabbasso accessibile anche ai più piccoli grazie all'uso di strumenti di dimensioni adeguate.

Attualmente il contrabbasso Suzuki è insegnato in diverse scuole italiane, permettendo ai giovani studenti di esplorare il ruolo fondamentale di questo strumento nella musica d’insieme.

Elio Galvagno
La chitarra Suzuki

Elio Galvagno

L’introduzione della chitarra nel metodo Suzuki in Italia è merito di Elio Galvagno, chitarrista e didatta di grande esperienza, che ha lavorato instancabilmente per adattare i principi Suzuki al suo strumento.

Già negli anni ‘80, Galvagno avvia una sperimentazione per integrare la chitarra nel sistema Suzuki, ispirandosi alla didattica del violino e sviluppando un percorso specifico per il suo strumento. Nel 1986, fonda la prima scuola Suzuki di chitarra a Saluzzo e nel 1993 contribuisce alla creazione dell’Istituto Suzuki Italiano.

Il 1996 segna la svolta decisiva, quando la chitarra viene ufficialmente riconosciuta dall’European Suzuki Association (ESA) e vengono attivati i primi corsi di certificazione per insegnanti. Da allora, Galvagno ha formato decine di docenti e ha contribuito alla diffusione del metodo sia in Italia che all’estero, permettendo a centinaia di bambini di avvicinarsi alla chitarra con un approccio naturale e intuitivo.

Parallelamente pubblica i volumi della "Suzuki Guitar School", adottati oggi da insegnanti e studenti in tutto il mondo.

Oggi, la chitarra Suzuki è parte integrante di molte scuole in Italia e all’estero, con un repertorio che si sviluppa gradualmente e permette ai bambini di suonare sia come solisti che in ensemble. Inoltre, la chitarra ha trovato spazio all’interno dell’Orchestra a Pizzico Nazionale Suzuki "Gabriella Bosio", dimostrando come la metodologia Suzuki possa essere applicata con successo anche agli strumenti a pizzico.

Grazie al lavoro di Galvagno, la chitarra è oggi uno degli strumenti Suzuki più studiati in Italia, con corsi di formazione per insegnanti e un crescente numero di giovani chitarristi che portano avanti la filosofia del metodo.

Un'eredità che continua

Nuovi insegnanti, nuove scuole e nuovi strumenti

Grazie al lavoro pionieristico di queste figure straordinarie, l'Italia è oggi uno dei paesi in cui il metodo Suzuki è più radicato e sviluppato, continuando a formare nuove generazioni di musicisti. I corsi di formazione, avviati dai coniugi Mosca oltre 30 anni fa, hanno creato una rete di docenti qualificati che diffondono la metodologia Suzuki in tutto il paese. Le scuole Suzuki italiane, riconosciute a livello internazionale, partecipano regolarmente a convention mondiali ed eventi europei. L'integrazione di nuovi strumenti ha arricchito l'offerta formativa, mantenendo vivo lo spirito originale del Maestro Suzuki.

“Noi siamo musicisti ed educatori. Questo è un cammino per arrivare alla verità. È il nostro cammino: non vogliamo né possiamo seguirne un altro.”

Antonio Mosca e Lee Robert

È iniziato l’Anno Suzuki!

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La storia continua!

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