Com’è nato l’Anno Suzuki?
L’Anno Suzuki è nato da una domanda semplice: come si organizza una grande festa? Una festa si costruisce chiamando i festeggiati, riunendo chi ha reso possibile la storia che vogliamo celebrare.
Così è nata l’idea di dedicare un anno intero ai cinquant’anni del Metodo Suzuki in Italia: non come un evento da guardare da fuori, ma come una festa in cui tutti sono protagonisti.
I primi festeggiati sono naturalmente Lee Robert e Antonio Mosca, pionieri di un sogno educativo e musicale che da Torino si è diffuso in tutta Italia. Ma i festeggiati sono anche gli allievi di ieri e di oggi, le famiglie, gli insegnanti, le istituzioni e Torino, la città che ha accolto questa visione e l’ha fatta crescere.
È da questo intreccio di vite, energie e storie condivise che ha preso forma il progetto dell’Anno Suzuki.

“La mia visione ha preso forma lentamente, in un percorso che per me è stato anche personale. Sono partita da Torino, la culla del Metodo Suzuki in Italia. Ho iniziato con piccoli passi, organizzando incontri, ascoltando, cercando di costruire legami.
La parte più bella è stata che ogni volta che cercavo di coinvolgere nuove persone trovavo una disponibilità totale, un entusiasmo sincero. In tutti i partecipanti ho trovato gratitudine e senso di appartenenza. Ognuno ha messo a disposizione la propria professionalità, il proprio tempo, la propria energia per rendere questo progetto più grande e più ricco. Ciò dimostra che la connessione esiste davvero, non è solo una bella parola.
Oggi posso dire con orgoglio che questa festa è già riuscita, perché ha riunito tutti i protagonisti. Attraverso la musica, abbiamo creato una comunità straordinaria. Ed è proprio questo, in fondo, il vero spirito del Cinquantesimo del Metodo Suzuki.”
Liviana PittauDirettrice dell’Accademia Suzuki Talent Center
Che cos’è il Metodo Suzuki?
Ideato dal violinista giapponese Shinichi Suzuki, il Metodo Suzuki nasce dall’idea che ogni bambino può sviluppare il proprio talento, se cresce in un ambiente ricco di stimoli positivi e amore. La musica, secondo Suzuki, si impara come si impara a parlare: attraverso il gioco, l’ascolto, l’imitazione e la ripetizione quotidiana.
Nelle scuole Suzuki, bambini, genitori e insegnanti formano un’unica squadra. L’insegnante guida e incoraggia, il bambino scopre la musica con gioia e naturalezza, il genitore partecipa alle lezioni, sostiene lo studio a casa e diventa parte attiva del percorso educativo. Questo triangolo bambino–genitore–insegnante è uno degli aspetti più rivoluzionari del Metodo Suzuki, perché trasforma l’apprendimento della musica in un percorso di crescita condivisa. Non è solo il bambino ad imparare: anche il genitore e l’insegnante crescono insieme, in uno scambio continuo fatto di ascolto, fiducia ed empatia.
Oltre alle lezioni individuali, il Metodo Suzuki prevede momenti di gruppo dove i bambini scoprono la gioia di suonare insieme e sviluppano ascolto, disciplina, sicurezza di sé e rispetto reciproco, abilità che li accompagneranno per tutta la vita. La scuola Suzuki è un’esperienza formativa unica, un’avventura che lascia il segno, un album di amicizie, emozioni e ricordi che restano nel cuore per sempre.

I fondatori del Metodo Suzuki in Italia
Tutto comincia nel 1976, quando la violista americana Lee Robert, dopo essersi formata in Giappone con Shinichi Suzuki, porta in Italia un metodo educativo nuovo e rivoluzionario.
Insieme al marito, il violoncellista Antonio Mosca, fonda a Torino la prima scuola Suzuki italiana: una piccola classe nella casa di via Guastalla, dove i bambini imparano la musica come si impara la lingua madre: con l’ascolto, la ripetizione e il gioco.
Attorno a loro nasce presto una comunità di educatori, famiglie e musicisti convinti che la musica possa migliorare le persone e il mondo.
Nasce anche l’Orchestra Suzuki, la più giovane orchestra da camera d’Europa, che farà conoscere il progetto in Italia e nel mondo attraverso concerti, collaborazioni e trasmissioni televisive.
Negli anni, la scuola cresce, ispira nuovi insegnanti e dà vita all’Istituto Suzuki Italiano, punto di riferimento nazionale per la formazione dei docenti.
Nel 2007 la scuola diventa ufficialmente Accademia Suzuki Talent Center e dal 2018, Liviana Pittau e Marco Mosca (figlio dei fondatori) portano avanti con dedizione la loro missione.
Oggi, a cinquant’anni dalla nascita, l’Accademia è un luogo dove la musica unisce generazioni, fa crescere talenti e mantiene viva la visione che Lee e Antonio hanno regalato all’Italia.
Un’eredità straordinaria
I cinquant’anni di lavoro appassionato di Lee Robert e Antonio Mosca hanno lasciato un segno profondo nella vita musicale italiana.
Più di mille famiglie torinesi hanno scelto l’educazione Suzuki, dando vita a una comunità competente, presente, capace di sostenere la cultura della città.
Oltre cinquecento allievi formati all’Accademia sono oggi musicisti, docenti e professionisti: molti insegnano nei Conservatori italiani o suonano nelle principali orchestre, tra cui l’Orchestra del Teatro Regio e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Una trentina di giovani frequenta attualmente il Conservatorio “G. Verdi” di Torino e circa il 90% delle borse di studio della De Sono è stato assegnato ad allievi Suzuki.
Accanto ai musicisti, centinaia di ex allievi portano nel mondo i valori imparati attraverso il metodo: disciplina, collaborazione, rispetto, sensibilità. Molti oggi tornano con i loro figli, rinnovando quella stessa comunità che cinquant’anni fa è nata in una piccola stanza di via Guastalla.
Infine, grazie ai fondatori, primi Teacher Trainer italiani, centinaia di insegnanti si sono formati a Torino e hanno fondato nuove scuole in tutta Italia, contribuendo alla diffusione del Metodo Suzuki e alla crescita di un movimento educativo unico nel suo genere.

Dove sono oggi
Antonio e Lee vivono ancora nella loro casa di via Guastalla, lo stesso luogo in cui cinquant’anni fa nacque la prima scuola Suzuki in Italia, e continuano a seguire con affetto la grande comunità che hanno creato. I loro figli, Liana, Marco e Nicola, portano avanti la loro eredità musicale.
“Il maestro Mosca ci ha insegnato a rispettare la musica, a rispettare gli altri e il fatto che la musica è quasi una micro-società. Senza di lui il Metodo Suzuki sarebbe molto diverso qui a Torino.”
Umberto ClericiDirettore principale dell'Orchestra Sinfonica del Queensland
L’orchestra Suzuki
Quando Antonio e Lee Mosca fondarono la prima scuola Suzuki italiana, compresero subito una verità molto semplice: s’impara a suonare suonando insieme.
Da questa intuizione nacque l’Orchestra Suzuki, la più giovane orchestra da camera d’Europa, un progetto pedagogico unico che permette ai bambini di fare esperienza orchestrale sin dai primi anni di studio.
Nel corso di quasi cinquant’anni, l’Orchestra Suzuki ha portato sul palco tante generazioni di giovani musicisti, esibendosi in teatri prestigiosi, collaborando con artisti e istituzioni di rilievo e partecipando a eventi speciali che hanno segnato la sua storia: dal Vaticano all’ONU, dalle dirette Rai ai festival internazionali. Ogni concerto è stato un tassello di una tradizione che unisce musica, disciplina, ascolto e gioia condivisa.
La direzione dell’orchestra è oggi affidata al violoncellista Marco Mosca, che prosegue con passione il lavoro dei fondatori. Sotto la sua guida, l’Orchestra Suzuki ha consolidato il suo ruolo nel panorama musicale italiano, continuando a stupire per qualità, energia e maturità espressiva.
Oggi l’Orchestra Suzuki è il simbolo della forza educativa del Metodo Suzuki, un laboratorio di crescita personale e collettiva, un luogo dove bambini e ragazzi imparano a costruire armonia, nella musica e nella vita.
Le altre orchestre dell’Accademia
Grazie alla visione di Lee e Antonio Mosca, e al lavoro delle insegnanti che ne hanno raccolto l’eredità, l’Accademia ha sviluppato negli anni un articolato percorso orchestrale pensato per accompagnare la crescita dei bambini fin dai primi passi.
Orchestre Twinkle e Gavotte
Bambini dai 4 agli 8 anni
Le Orchestre Twinkle e Gavotte introducono i più piccoli al piacere di suonare insieme con il gioco.

Orchestra Humoresque
Bambini dai 6 ai 10 anni
Il primo vero ingresso nel mondo orchestrale: si lavora su ritmo, ascolto e responsabilità.

Ensemble Suzuki TastiMatti
Bambini dai 4 ai 16 anni
I piccoli pianisti suonano a 4, 6 e 8 mani, sviluppando ascolto e collaborazione.

Suzuki Pizzico Ensemble
Bambini dai 4 ai 16 anni
Arpe e chitarre si uniscono in un ensemble unico che amplia le possibilità del percorso Suzuki.


L’orchestra degli ex-allievi Suzuki
In cinquant’anni di storia, la nostra Accademia ha formato centinaia di giovani musicisti che oggi sono professionisti, insegnanti, ricercatori, artisti, ma anche semplicemente adulti che custodiscono un legame profondo con il Metodo Suzuki.
Per l’Anno Suzuki, questa comunità di ex-allievi si è riunita come mai prima d’ora, dando vita a un progetto unico: un’orchestra intergenerazionale. L’Orchestra degli ex-allievi riunisce musicisti dai 20 ai 65 anni, oggi attivi in realtà musicali diverse: orchestre, conservatori, ensemble da camera e progetti indipendenti.
Sotto la direzione del M° Antonio Mosca, questa formazione rappresenta la continuità e la forza educativa del percorso Suzuki: ciò che nasce nell’infanzia continua a fiorire nell’età adulta, trasformandosi in competenza, sensibilità e desiderio di restituire ciò che si è ricevuto.
Accanto all’orchestra degli ex-allievi, l’Anno Suzuki ospita altri ensemble professionali nati da ex-allievi: Armoniosa con i fratelli Cerrato, i gruppi cameristici della Stagione De Sono, gli ex-allievi dell’OFT, i quartetti d’archi e le formazioni nate nei Conservatori.
Insieme agli allievi più giovani, gli ex-allievi offrono al pubblico un viaggio musicale che unisce passato, presente e futuro.
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Un’eccellenza nata sotto la Mole
Curiosa, colta e accogliente, Torino è la città che per prima ha creduto nella forza educativa della musica e ha accolto il sogno di Antonio e Lee Mosca: offrire il Metodo Suzuki a tutti i bambini italiani.
A Torino è nata la prima scuola Suzuki d’Italia e qui si è formato il cuore del movimento che oggi unisce centinaia di insegnanti, famiglie e allievi.
A Torino hanno preso forma anche realtà che hanno arricchito e ampliato la visione originaria: l’Istituto Suzuki Italiano, che coordina le scuole e i corsi per gli insegnanti di tutto il Paese; il Children’s Music Laboratory di Elena Enrico, oggi diffuso in molti paesi europei; il Metodo Suzuki per il mandolino grazie ad Amelia Saracco, e i primi corsi Suzuki di arpa, pianoforte e chitarra.
Torino non è solo la città dove tutto è iniziato: è la casa di un’eccellenza che in cinquant’anni ha messo radici profonde e continua a guardare al futuro con lo stesso spirito di innovazione che la caratterizzò nel 1976.
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