La prima scuola Suzuki in Italia...

Trent'anni, un soffio di vita
Trent'anni, un soffio, giusto il tempo per accorgersi di essere protagonisti di un momento educativo importante. È facile per Lee che ha una memoria di ferro, difficile per Antonio, che dimentica presto, raccontare di 30 anni passati ad insegnare la musica ai bambini.

È stato un percorso gioioso e pieno di soddisfazioni; e non che le mortificazioni e le critiche a volte gratuite, al metodo Suzuki, non siano state causa di sofferenza, ma questa ha lasciato presto il posto alla convinzione che ciò che si era intrapreso aveva ragione di essere, nel far conoscere anche in Italia, paese della musica, uno dei metodi fondamentali per l'insegnamento della musica ai più giovani.

Dopo 30 anni, guardando la lista dei diplomati, degli iscritti ai conservatori, alle varie scuole di musica e leggendone i nomi, vengono in mente tutte le tappe, i traguardi, i concorsi di tanti allievi, ognuno diverso dall'altro, ognuno però unito da un filo conduttore: la musica e l'orchestra.
L'Orchestra, questa grande risorsa di vita, sorgente di amicizie, di condivisioni, di soddisfazioni, di viaggi, di momenti spiritualmente ricchi, con esecuzioni fatte in luoghi prestigiosi ai quali raramente da grandi questi ragazzi potranno accedere. Divisioni e perplessità tra famiglia ed insegnante hanno a volte segnato il percorso di studio ma queste difficoltà ci hanno sicuramente insegnato a crescere sia come scuola che come insegnanti.
Durante questi anni abbiamo incontrato tanti validi collaboratori, soprattutto Elena Enrico, che ha dato un'impronta nuova alla scuola col suo corso di ritmica strumentale, ma anche Elio Galvagno, Gabriella Bosio, Amelia Saracco; alcuni di loro al tempo stesso insegnanti e genitori che grazie al loro duplice stato, hanno ben compreso cosa significa l'insegnamento Suzuki.
Shinichi Suzuki è venuto a Torino e l'incoraggiamento attraverso le sue parole è stato grande, la sua decisione di qualificarci insegnanti formatori è stato per noi un ulteriore motivo e una spinta decisiva a dedicarci quasi interamente alla didattica Suzuki. Il piacere di aver potuto inserire i ragazzi migliori nelle nostre classi di viola e violoncello al Conservatorio ha consentito la conoscenza del Metodo Suzuki anche ai pochi professori interessati ed ai molti scettici. Antonio e Lee: due modi di insegnare e un solo metodo: Lee che ricorda tutto, ogni piccolo dettaglio del percorso di studio di ogni allievo, Antonio che fatica a ricordare il primo allievo; tanta precisione e metodo in Lee, tanta improvvisazione e fantasia in Antonio. In questi estremi punti stanno le controversie alle quali hanno assistito spesso, a volte perplessi e critici, genitori ed allievi, ai quali chiediamo di perdonarci. Non parliamo poi delle peregrinazioni della scuola: da Chiaverano a Ivrea, da Ivrea a Cascinette, da Cascinette a Cuceglio, da Cuceglio a Torino.

Le ragioni? Chissà! Ancora oggi crediamo di essere un'isola felice ma emarginata, anche dopo tanti riconoscimenti e dopo che nella nostra scuola sono passati a dir poco 200 allievi. Coronamento di trent'anni di Suzuki è stata l'organizzazione, nella Pasqua del 2006, della 14th Suzuki Method World Convention sostenuti dai genitori, insegnanti e soprattutto dalla Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino. La manifestazione ha portato nella nostra città più di 3000 bambini provenienti da 28 paesi del mondo e ha avuto una ricaduta positiva per la conoscenza della metodologia Suzuki in Italia. Una settimana di concerti e conferenze hanno di fatto operato un "miracolo": le famiglie e i bambini hanno vissuto un'esperienza ricca di emozioni e sono tornati a casa con la consapevolezza che la musica e il suonare insieme abbatte le barriere linguistiche e culturali tra i popoli del mondo.
Se c'è un grazie da dire è certamente rivolto ai genitori, a tutti, ma in particolar modo a quelli che si sono prodigati pur non conoscendo la musica, quelli che hanno insegnato a più figli perché per loro è stata dura, ma ovviamente la soddisfazione è stata doppia o tripla, anche quadrupla.

La nostra soddisfazione invece è stata quella di aver avvicinato alla musica tanti bambini con le loro famiglie e quando dopo tanti anni li incontriamo ormai adolescenti o uomini fatti, nei luoghi di scuola, nella vita comune, ci sembrano ragazzi meravigliosi, gentili, equilibrati, ricchi al loro interno di una luce che non può essere che quella che la musica ha dato loro.