Il metodo Suzuki

È attraverso l’ascolto, l’imitazione, la continua conferma e gli stimoli degli adulti che il bambino incomincia a trasformare la sua lallazione in parole: prima poche e semplici, poi più complesse e articolate. Allo stesso modo, la metodologia Suzuki sviluppa la capacità di “parlare” attraverso uno strumento.

Storia del metodo

Il metodo Suzuki nasce in Giappone nel secondo dopoguerra, con l’intento di restituire serenità ai bambini turbati dalle devastazioni del conflitto;
Definito “sviluppo delle capacità”, “educazione al talento” o “metodo della madrelingua”, arriva in Italia proprio con la nostra Scuola, grazie all’assiduo impegno di Lee e Antonio Mosca.

Suonare come parlare

Suzuki fu uno dei primi didatti a dedicarsi all’istruzione musicale rivolta ai bambini dai 3-4 anni di età. 
Egli definì il suo metodo “della Madre Lingua” proprio perché la musica viene appresa attraverso l’ascolto, la ripetizione e la memorizzazione, come se fosse una lingua madre. 
Ecco perché in questo percorso formativo i genitori diventano figure importanti e fungono da filtro nella trasmissione delle competenze al bambino.  

Il “Triangolo Suzuki”

Il Triangolo Suzuki è composto da studente, genitore, e insegnante.  L’insegnante guida il genitore e il bambino, passo dopo passo, nel processo di apprendimento dello strumento. Il genitore osserva attentamente ciò che dice l’insegnante e si esercita con il bambino, a casa, svolgendo i compiti assegnati. Lo studente, aiutato dal genitore e dall’insegnante, sviluppa concentrazione, capacità,  autocontrollo, coordinazione, disciplina, un rapporto più stretto con il genitore, e l’amore per la  musica.

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